Ultima modifica: 1 Dicembre 2018

La visita alla Biblioteca Nazionale di Napoli

Il giorno 26 novembre 2018 le classi 3°G e 3°B hanno effettuato una visita guidata alla Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli.

Siamo stati la prima scuola secondaria di primo grado a mettere piede in questo magnifico luogo; infatti, l’accesso è consentito solo a ragazzi dai sedici anni in poi. Ci auguriamo di avere aperto nuove frontiere….

All’inizio non eravamo molto entusiasti di questa scelta, la gran parte di noi ragazzi, quando sente parlare di biblioteca pensa a luoghi inospitali e impolverati, antichi e noiosi ma, al di là di ogni aspettativa, è stata un’esperienza indimenticabile

Adesso ve la raccontiamo.

Prima di tutto vogliamo ringraziare il nostro Preside che con la sua tenacia l’ha reso possibile.

La biblioteca si apre in un contesto favoloso: situato all’interno del palazzo reale, esprime tutta la sua magnificenza davanti alla piazza più bella di Napoli: Piazza del Plebiscito. È la terza biblioteca italiana per importanza dopo quella di Roma e Firenze e custodisce un patrimonio di circa 1.800.000 libri tra volumi, manoscritti ed opuscoli.

Il cuore della biblioteca si apre con la sala lettura, ex sala da ballo per i ricevimenti di corte. Una sala ricca di decori e fregi, con scaffali in legno massiccio che salgono fino al soffitto e migliaia di libri sistemati uno a fianco all’altro come veri e propri eserciti della cultura. Qui i sensi sono avvolti da colori, odori e sensazioni irripetibili: il profumo del legno antico, della carta ingiallita e la meravigliosa visione degli affreschi che creano un’atmosfera magica. Al centro degli scaffali tavoli massicci con luci fioche accolgono una moltitudine di studenti che, in venerando silenzio, consultano i testi. Una sensazione di serenità, pace e solennità avvolge questi ambienti e la voglia di sbirciare tra i testi aperti sui tavoli è quasi irrefrenabile.

Il salone di lettura è circondato pure da quattro antisale con volte affrescate, anch’esse di straordinaria bellezza. Il percorso è proseguito con la visita alla sala gotica e pompeiana ricca di incisioni, decorazioni e legature di pregio che rievocano la vita e le abitudini delle coppie reali succedutesi nei diversi periodi a Palazzo Reale. Particolare pregio riveste la Sala Palatina dove abbiamo ammirato il leggio girevole della regina Maria Carolina d’Asburgo e lo studio privato di Ferdinando II che attualmente ospita il fondo Aosta. Il fondo comprende la raccolta africana di fotografie, cimeli, animali tassidermizzati appartenenti alla duchessa d’Aosta Elena d’Orléans.

Infine, passando attraverso il cortile delle carrozze, abbiamo visitato il laboratorio di restauro, un luogo in cui i testi vengono riportati agli antichi splendori. L’addetto ci ha spiegato che è un lavoro di grande precisone e responsabilità dove volumi rovinati da polvere, insetti, usura e agenti esterni, vengono rimessi a nuovo; scuciti, lavati, rigenerati e nuovamente assemblati i testi riprendono vita nelle sapienti mani di questi artigiani.

Il personale della Biblioteca con amore e pazienza ci ha fornito tante notizie ed ha risposto alle nostre curiosità. Ci hanno spiegato le regole della consultazione cartacea e di quella on-line. Seduti con loro al pc abbiamo sbirciato le infinite risorse dell’archivio digitale. L’emozione più grande è stata vedere sullo schermo l’Idillio leopardiano originale studiato pochi giorni prima sui banchi di scuola. Vi erano le correzioni e i ripensamenti dell’autore annotati di fianco. Questa visita ci è sembrata un viaggio con la macchina del tempo. In un mondo proiettato sempre al futuro e allenuove conoscenze, questo tuffo nel passato è stato un’esperienza niente male.

Provare per credere.




Link vai su